I giganti di Belfast

di Chiara Giordani

15/05/2014 al 20/05/2014

Caratteristiche


Scopo


Consigliato a


Arrivo a Belfast in un weekend di Maggio, molto semplicemente, con uno dei tanti pullman che partono da Dublino, con l’intenzione di immergermi completamente nella particolare cultura che si respira in questa città.

Mi ritrovo in una città tutta in rosa (addirittura le pecore erano rosa), un gran via vai di persone, aperitivi gratuiti ad ogni angolo e nei pub…puoi gustare la tua birra gratis!! Che sogno, il giro d’Italia parte da Belfast! Non perdiamo un attimo di tempo, io Bianca e Valentina, le mie due compagne di viaggio, ci dirigiamo immediatamente al primo pub....alla cultura ci pensiamo domani!

Day 1 - serata nei pub

Duke of York, John Hewitt, Rotterdam Bar, The Crown Liquoor Saloon (che oltretutto è considerato patrimonio nazionale), uno più affascinante dell’altro. L’atmosfera che si respira in tutti i pub è magica, giovani, nonni, mamme, intere famiglie, tutti raccolti in un unico posto a chiacchierare del più e del meno, niente pensieri, si lasciano fuori dalla porta. Non vi racconterò le curiosità che ho scoperto in ogni pub, lascio a voi il compito di chiedere ad un qualsiasi irlandese di raccontarvi qualcosa sul pub dove vi trovate, chi meglio di loro? Ma preparatevi..una parola tira l’altra, ma anche una birra tira l’altra, Harp, Guinnes..!

Day 2 - Giant's Causwey

Tour prenotato online su Belfast CitySightSeeing, con 25€ partenza alle 9.30 e rientro la sera con lo zaino pieno di luoghi indimenticabili. Per raggiungere l’anche detto “Sentiero del gigante” percorriamo la Antrim Coast Road, strada panoramica che, a strapiombo sul mare, vi mozzerà il fiato, non a caso è quotata nella Top 5 dei Road Trips.

Il primo pit-stop del tour (o almeno, in quello che ho preso io) è stato il Carrik-a-rede Rope Bridge, dove potrete sgranchirvi le gambe immersi nel verde e attraversare il famoso ponte sospeso, tempo permettendo. Io ho beccato un giorno uggioso e ventoso ma nonostante questo il paesaggio mi è parso stupendo, chissà con sole e cielo azzurro che meraviglia..e che foto!! Ma non scaricate subito tutta la batteria della vostra macchina fotografica perché arrivati al Giant’s Causeway non crederete ai vostri occhi o alle vostre orecchie sentendo che quelle rocce perfettamente esagonali incastrate uno vicino all’altra come un puzzle sono frutto della natura e del tempo.

Per chi non vuole credere a questa versione così scientifica ne esiste una alternativa, adatta ai più sognatori. Secondo la gente del posto fu il gigante Fionn a dare vita a questo posto. Il gigante infatti, furioso contro Benandonner il gigante scozzese che stava minacciando l'Irlanda, afferrò le rocce della costa dell'Antrim e le lanciò nel mare, formando un sentiero per andare a dare una lezione a Benandonner. L’idea non fu delle migliori perchè Benandonner era un gigante esageratamente gigante! Fionn battè subito in ritirata ma ormai era inseguito dal gigante nemico. Una volta ritornato su terra irlandese ecco che l’acumen femminile salvò ancora una volta la situazione: la moglie lo travestì da bambino. Lo scozzese vedendo la mole del bimbo, si convinse che il padre doveva essere davvero gigantesco, quindi si arrese e ripartì in ritirata.

In effetti per uno scenario così mitico la lotta tra giganti cade a pennello! Per farci rinsavire alla relatà (o forse no) altra tappa è la Bushmills Distellery dove è possibile gustare il famoso whisky iralndese.

Ma è giusto che, oltre alle favole, si vivano anche i Troubles che Belfast ha passato.

Day 3 - Giro della città

Il giorno successivo ci dedichiamo alla visita del Peace Wall che divide Falls Road da Shankill Road, un muro che vi racconterà più di mille parole. Per addolcire un po’ l’atmosfera abbiamo poi optato per una mega full English Breakfast, tipica di Belfast è l'Ulster Fry, al Maggie Mays Cafè, locale che ci è stato consigliato da alcuni ragazzi autoctoni e che io riconsiglio a mia volta.

Una bella passeggiata per le vie della città passando per la Queen’s University, l’Ulster Museum, i Giardini Botanici, il Palazzo del Municipio per concludere la giornata nel Cathedral Quarter la zona più moderna e vivace di Belfast.

Altra nota positiva di questi giorni passati a Belfast è stato il Vagabonds, l’ostello dove abbiamo alloggiato a bassissimo prezzo ma a buona qualità, ambiente super giovane, dinamico e divertente. Qui abbiamo incontrato Bob, ragazzo italiano che gestisce la struttura insieme al resto del gruppo e che si è reso disponibile a darci consigli e suggerimenti sulla città. Bob ci ha conquistate anche grazie alle sue lasagne alla bolognese che per noi, data la lunga permanenza irlandese di cui eravamo reduci, sono state una coccola che ci ha fatte sentire un pochino più vicine a casa.


#belfast #GB #cheers
Chiara Giordani lo ha valutato